La migrazione dall’ Ucraina in Italia: un confronto tra i dati statistici ucraini e italiani



Il principale motore dell’emigrazione ucraina è costituito dal gap tra il reddito medio da lavoro in Ucraina e quello dei paesi appartenenti all’Unione Europea. Le prime mete dell’emigrazione ucraina sono state la Polonia ad ovest e la Russia ad est. Poi si sono aggiunti gli Stati Uniti, l’Italia, la Spagna. L’emigrazione ucraina ha tuttavia assunto ben presto caratteristiche particolari: l’emigrante ucraino è una donna, non giovanissima (40-50 anni) e svolge prevalentemente il lavoro di assistente geriatrico domiciliare (“badante”). In questo breve articolo confronteremo i dati di fonte italiana con quelli di fonte ucraina, cercando di evidenziare la doppia visione del fenomeno proveniente dai due sistemi statistici nazionali.

I dati di stock e di flusso sulla migrazione ucraina in Italia di fonte italiana e internazionale

Al 1/1/2008 i residenti ucraini in Italia risultavano essere ca. 133.000, ovvero il 4% del totale della presenza straniera[1]. La comunità ucraina si pone al terzo posto per numerosità, dopo le comunità rumene e albanesi ed è costituita per l’80% circa da donne. La distribuzione territoriale dei residenti ucraini per classi di numerosità è riportata nella Figura 1. Si individuano immediatamente i “super poli” di insediamento di Roma, Milano e Napoli. Alla stessa data i permessi di soggiorno rilasciati a cittadini ucraini dalle autorità italiane sono risultati pari a 139.711 (terzo posto assoluto, dopo Albania e Marocco), di cui circa l’83% rilasciati a donne[2].

Dati più recenti sullo stock di presenze ucraine sono ricavabili dalle stime anticipate dell'Istat che valutano intorno a 172.000 il numero dei cittadini ucraini residenti in Italia al 1/1/2010 (Istat, 2010).

Tuttavia, l’impressione che esista una forte componente di migrazione sommersa risulta fondata sotto molti aspetti e sulla base di più fonti. Ad esempio, per il Ministero dell’Interno il numero delle domande di emersione presentate per la sanatoria di collaboratrici e badanti di cittadine ucraine è stato di oltre 37 mila (le più numerose, pari al 12,6% del totale delle domande). I dati dello stesso Ministero sull’immigrazione irregolare ucraina riportano che solo nel 2006 il numero degli immigrati irregolari ucraini rintracciati dalle forze dell’ordine al netto dei respinti alle frontiere è stato pari a 2.844 (Ministero dell’Interno, 2007). Anche studi di fonte internazionale confermano questa impressione. Ad esempio, l’International Organization for Migration nel suo rapporto annuale sull’Ucraina segnala che nel 2003 circa 3.300 migranti ucraini sono stati espulsi o arrestati dalle autorità italiane per immigrazione clandestina (IOM, 2008).

I dati di stock e di flusso sulla migrazione ucraina in Italia di fonte ucraina

Anche dalle fonti statistiche ucraine appare evidente che esiste un fenomeno di “emigrazione sommersa” che sfugge alle statistiche ufficiali. Infatti il Comitato Statistico Statale Ucraino (CSSU), per il periodo gennaio-novembre 2009, valuta in circa 30 mila il numero totale degli arrivi e in 18 mila quello delle partenze dall’Ucraina , con un saldo positivo di quasi 12 mila. La maggiore concentrazione dell’emigrazione sarebbe situata nelle regioni orientali e meridionali. Questi dati non sembrano molto attendibili, anche perché per diverse ragioni ci si aspetterebbe un maggiore tasso di emigrazione nelle regioni occidentali.

Per questi motivi il CSSU ha deciso di condurre alcune indagini campionarie su questo fenomeno. Nel 2001 è stata condotta la prima indagine denominata “Stili di vita della popolazione ucraina”, con alcune sezioni del questionario dedicate al fenomeno migratorio (Libanova e Poznyak, 2002). Questa indagine ha dimostrato l’assoluta inaffidabilità dei registri della popolazione, visto che, nelle 8 regioni dove è stata condotta l’indagine, oltre 380 mila cittadini sono risultati lavorare all’estero. Tra i flussi più consistenti si trova appunto quello verso l’Italia (14,2%).

Più recentemente, è stata condotta la prima indagine interamente dedicata ai fenomeni migratori riferita agli anni 2005-2008. Da alcuni risultati provvisori si deduce (Tabella 1) che l’Italia è al secondo posto come meta preferita dai migranti e al primo dalle migranti donne (Libanova, 2008). Interessante è anche notare che il tipo di emigrazione prevalente verso l’Italia tende ad essere di carattere permanente: escludendo la Russia, la più alta percentuale di coloro che hanno effettuato un solo viaggio per motivi di emigrazione verso l’Italia è la più alta (25,2%). L’età media dei migranti verso l’Italia è risultata essere di 40 anni.

Tabella 1. Popolazione ucraina che ha effettuato almeno un viaggio all’estero tra il 1° gennaio 2005 e il 1° giugno 2008, per paese di destinazione e sesso.

Totale

Donne

Uomini

Numero di emigranti in migliaia

1.476,1

480,2

995,9

Emigranti per paese di destinazione, % sul totale

Russia

48.5

25.5

59.6

Italia

13.4

32.0

4.5

Repubblica Ceca

12.8

11.3

13.5

Polonia

7.4

10.1

6.1

Spagna

3.9

4.0

3.8

Portogallo

3.0

2.7

3.1

Ungheria

2.4

2.7

2.3

Altri paesi

8.6

11.7

7.1


Conclusioni

Secondo l’indagine campionaria ucraina del 2008, il numero di coloro che hanno effettuato almeno un viaggio in Italia nei tre anni e mezzo considerati sarebbe pari quasi a 200.000, cifra superiore rispetto a quella proveniente dall’Istat. Tuttavia fonti statistiche che provengono da istituzioni più a contatto con i migranti, come l’ambasciata ucraina in Italia, mostrano che nel 2006 il numero totale dei cittadini ucraini che lavoravano in Italia era pari a 324.000, di cui il 90% donne.

Esiste dunque qualche differenza tra i dati provenienti dai due sistemi statistici ufficiali, dovute al fatto che sono riferiti a fenomeni non perfettamente comparabili (residenti ucraini in Italia contro ucraini che hanno effettuato almeno un viaggio in Italia negli ultimi 3 anni e mezzo). Tuttavia essi forniscono un quadro simile del fenomeno dell’immigrazione ucraina in Italia, nel senso di poterlo definire come un fenomeno consistente, in continua crescita, che si va “regolarizzando” e che è fortemente caratterizzato da un forte squilibrio di genere.


Ucraini a Milano

Gli ucraini a Milano
Il luogo di ritrovo dei quasi 6mila ucraini che vivono a Milano è il parcheggio della metropolitana di Cascina Gobba, dove il fine settimana si assiste ad un vero e proprio mercato con un ordinato viavai di persone che portano pacchetti da spedire nella loro terra natia o li attendono con trepidazione.
Inviano ai loro cari leccornie italiane, oltre che i vestiti e i regali e si fanno spedire cibi della tradizione ucraina, riviste e merce di varia natura.
Non solo ucraini, pero' a Cascina Gobba; infatti i pulmini che arrivano il giovedi' notte a Milano, arrivano anche dalla Romania e dalla Moldavia anche se quelli provenienti dalla grande Ucraina sono la percentuale piu' elevata.
L'area di ritrovo è stata data in concessione ed i pulmini prima di poter entrare nell'apposito spazio devono attendere l'ok della vigilanza; ognuno ha un posto assegnato per un totale di circa una settantina.
Tutta l'area è controllata da telecamere e di solito il mercato si svolge in modo tranquillo e colorito senza troppi problemi.
Un'auto dei vigili urbani controlla le soste nella rotonda antistante il mercato dove alcune auto sostano giusto il tempo necessario per ritirare o spedire una borsa.

L'area di Cascina Gobba è molto ben attrezzata ed è un punto di ritrovo fondamentale per gli stranieri ormai inseriti nel tessuto lavorativo e sociale milanese che pero' tengono vive le proprie tradizioni e i propri valori cosi' come facevano gli italiani emigrati all'estero.

I.C., www.milanofree.it

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